In continuità con i grandi lavori, che negli ultimi anni hanno interessato le Aule delle Terme di Diocleziano, consentendo la riapertura al pubblico delle aule X, XI e XI bis, ora si può nuovamente visitare uno dei maggiori capolavori dell’architettura antica, il grandioso prospetto della natatio delle Terme.
L’imponente facciata, rappresentata in moltissimi disegni e stampe dal Cinquecento all’Ottocento, si specchiava sull’enorme piscina (natatio), che si estendeva per oltre 4000 mq; attualmente è in parte nascosta dall’abside della Basilica di Santa Maria degli Angeli. Nell’invaso della natatio fu costruito il piccolo Chiostro della Certosa, che si estende per circa un terzo dell’intera superficie. La facciata, che riprende la scenografia teatrale, era scandita da una sovrapposizione di ordini architettonici arricchiti da un’esuberante decorazione composta da colonne, timpani e mensole che incorniciano
nicchie semicircolari e rettangolari. Lastre di rivestimento in preziosi marmi colorati contribuivano ad accrescere lo sfarzo della fronte.
Sul lato orientale della natatio si affaccia l’aula VIII, attualmente priva delle tre volte a crociera della copertura. Verso la piscina la parete era traforata da pilastri e da colonne.
L’attuale restauro ha interessato le due volte a botte terminali sui lati brevi dell’aula e i resti dei due pilastri centrali, nell’intento di suggerire l’antica struttura. Nell’aula sono adesso esposti gli elementi architettonici che ornavano l’ambiente e la fronte della natatio e le terme, unici superstiti dell’antica decorazione architettonica.
Nel 1889 il complesso delle Terme di Diocleziano e della Certosa divenne la sede del Museo Nazionale Romano. In continuità con i grandi lavori, che negli ultimi anni hanno interessato le Aule delle Terme di Diocleziano, consentendo la riapertura al pubblico delle aule X, XI e XI bis, ora si può nuovamente visitare uno dei maggiori capolavori dell’architettura antica, il grandioso prospetto della natatio delle Terme.
L’imponente facciata, rappresentata in moltissimi disegni e stampe dal Cinquecento all’Ottocento, si specchiava sull’enorme piscina (natatio), che si estendeva per oltre 4000 mq; attualmente è in parte nascosta dall’abside della Basilica di Santa Maria degli Angeli. Nell’invaso della natatio fu costruito il piccolo Chiostro della Certosa, che si estende per circa un terzo dell’intera superficie. La facciata, che riprende la scenografia teatrale, era scandita da una sovrapposizione di ordini architettonici arricchiti da un’esuberante decorazione composta da colonne, timpani e mensole che incorniciano nicchie  emicircolari e rettangolari. Lastre di rivestimento in preziosi marmi colorati contribuivano ad accrescere lo sfarzo della fronte. Sul lato orientale della natatio si affaccia l’aula VIII, attualmente priva delle tre volte a crociera della copertura. Verso la piscina la parete era traforata da pilastri e da colonne.
L’attuale restauro ha interessato le due volte a botte terminali sui lati brevi dell’aula e i resti dei due pilastri centrali, nell’intento di suggerire l’antica struttura. Nell’aula sono adesso esposti gli elementi architettonici che ornavano l’ambiente e la fronte della natatio e le terme, unici superstiti dell’antica decorazione architettonica.
Nel 1889 il complesso delle Terme di Diocleziano e della Certosa divenne la sede del Museo Nazionale Romano.

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